sabato 17 ottobre 2015

Del 18 ottobre

La donna dai grandi occhi blu, che pensa sempre al giovane uomo dai grandi  occhi azzurri, rifletteva sul fatto che era da tanto che non scriveva sul blog, e che questo forse era un buon modo per riaprire, anche a sè stessa, la porticina del suo cuore.
Quel cuore che batte, scalpita e alle volte sembra voler uscire dal petto...ma per andar dove? Per cercare chi?
Per cercare te, giovane uomo dai grandi occhi azzurri.

Tu che non ci sei e non sembra mai vero.

Tu che non ci sei e non ha ancora un senso.

Tu che non ci sei, ma è una bugia...perché sei esattamente lì dove ti avevo lasciato: dentro al mio cuore un po' arrabbiato, un po' tradito dal tuo "Ciao Nanú, ci vediamo dopo"...

E nelle orecchie lo sento ancora, sai..."Nanú Nanú, quanto piccola sei tu!"
Ancora, capito?
Sempre. Sempre.

Io che non amo la parola "sempre" quando si tratta di te la uso spesso.

Ti voglio bene. Ancora. Sempre.

Buon compleanno, giovane uomo dai grandi occhi azzurri.


La tua Nanù

giovedì 12 marzo 2015

Del Pollice Nero

Ci sono persone estremamente portate per il giardinaggio.

Ci sono persone che pur non avendo particolari doti o competenze in botanica riescono comunque a coltivare piante e fiori e a farle crescere rigogliose e fiorite.

E poi ci sono io, l'incubo di ogni essere appartenente alla flora terrestre.
Io sono proprio un disastro totale in questo ambito.

Quando entro in un negozio di fiori o piante sono ormai convinta che tutto ciò che è esposto, dal basilico all'ortensia sia terrorizzato dall'idea che la mia scelta potrebbe ricadere su di lui.
Credo che se le piante fossero animate scapperebbero a gambe levate dal negozio.
Non potendo si affidano alle preghiere interiori: "Non me! Non comprare me!!"

La certezza definitiva di questa mia incapacità totale, del mio Pollice Nero insomma, mi ha colpito stamattina.
Al solito giro di bagnur (per i non piemontesi l'innaffiatoio) ho scoperto che una delle mie tre Orchidee sta volgendo al termine della sua vita.

L'ultimo esemplare è entrato a casa mia cinque mesi fa e ha subito fatto amicizia con le altre due Orchidee già ospiti: OrchideaRosa e OrchideaCremisi.
Hanno legato subito, sono diventate come sorelle.
Si facevano compagnia, lì sul davanzale della finestra.
Si parlavano credo. Di nascosto, a bassa voce, perché io non le sentissi.
Si raccontavano di quel che avevano sentito da amiche comuni sulle disavventure del soggiorno a casa mia.

Di come la loro amica OrchideaBianca fosse riuscita a rifiorire dopo un trasferimento a casa della MiaSuocera.

E di come invece OrchideaGialla non ottenne il trasferimento e andò incontro a sfioritura perenne.

Ma anche di come OrchideaRosa superò la sfioritura e gaudia e felice riuscì per magia a rifiorire dopo 6 mesi di stop.

Io di mio ci metto tutto l'impegno possibile.
Ci parlo. Do loro da bere. Non le sposto perché so che non amano esser sballottolate.
Ma il più delle volte niente, loro si stancano e bum, cedono.

Esattamente quel che è successo oggi.

E io son rimasta qui, mogia mogia, con la mia OrchideaCheFu.

Con OrchideaCremisi e OrchideaRosa che mi guardano affrante e sperano con me.
Questa volta ho deciso di provare a toglier i rami secchi.

E aspetto. Non sono troppo ottimista.
Ma può anche darsi che OrchideaCheFu deciderà di sfatare la leggenda metropolitana che incombe sul mio Pollice Nero e rifiorirà in tutto il suo splendore. Una volta è già successo, può succedere ancora, per quanto la prima volta sia stato un mero caso.

Io per non sbagliare la lascio lì.

Se son fiori fioriranno...non sono di sicuro  more!!! :-)

lunedì 9 marzo 2015

Delle blog-letture: Top of the Post #2 - settimana dal 02/03/15 al 08/03/15

Eccomi all'appuntamento settimanale con i post che più mi sono piaciuti in questa settimana appena passata (è il Top of the post di Da mamma a mamma)


Le regole ormai le dovreste sapere, sono sempre queste qua.

Via alla mia lista:

- prima nomination: La mamma invernale di 50 sfumature di mamma. Mi sono piegata in due dal ridere. Mi ci voleva proprio! Ah, e io sono la due, precisa uguale :-)

- seconda nomination: Avere un secondo figlio, che come dice The Yummy Mom è faticoso, divertente, ma è anche amore che raddoppia!

- terza nomination: I no servono a crescere di Passione blogger. In questo periodo, in cui Bimbetta2 ci sta tirando matti tutti quanti, l'unica soluzione mi pare stampare questo post e attaccarlo al frigo. Utile promemoria.

As usual, grazie a tutte e buona continuazione di settimana!!

lunedì 2 marzo 2015

Delle blog-letture: Top of the Post #1 - settimana dal 23/02/15 al 01/03/15

E' stata una settimana di letture, questa.

Spulciando vari blog, ho scoperto questa iniziativa: il Top of the post di Da mamma a mamma: si tratta in buona sostanza di "nominare" i 3 post (di altri blog) che ci sono piaciuti di più nella settimana appena conclusa.



Quindi, ecco le mie scelte:

- la mia prima nomination va alle "Speciali Idee regalo per la Festa del Papà - parte 1" di Sabina di The Swinging Mom: sono idee davvero carine, che mi hanno fatto sorridere (il body con le istruzioni per i papà è fantastico!!); anche la parte 2, dedicata ai bambini più grandicelli, è piena di belle idee :-)

- la seconda nomination è un post molto interessante per una blogger alle prime armi (come me!): "Come sostenere le blogger che ami" di Marina di Da Mamma a Mamma

- terza ed ultima nomination "Educazione dei figli: non tutto è dovuto l’importanza e l’emozione del Grazie" di Manu di Genitorialmente: mi ha fatto riflettere su quanto può scaldare il cuore un "Grazie" ricevuto dai nostri figli. Un "Grazie" che contiene tutto l'Amore che provano per noi. E che noi proviamo per loro.

Ed ecco fatto, il mio primo Top of the Post è andato: grazie a tutti i blog che ho letto in settimana, anche a quelli che non ho nominato!

domenica 1 marzo 2015

Del capello: decalogo della donna liscia

Oggi, sulla scia del post di un'amica riccia (questo qui), ho pensato di buttar giù il decalogo della donna liscia; badate bene, parlo delle lisce vere, di quelle che in testa si ritrovano spaghetti che manco la Barilla riesce a produrli.

Eccolo qui, ditemi voi, care amiche lisce, se non vi ci ritrovate!

1) Il liscio non è una tipologia di capello, nè uno stile di vita: per la vera donna liscia è in realtà una condanna. Un marchio a fuoco che nemmeno il phonista più abile riuscirà a cancellare.
(Forse un taglio alla soldato Jane può riuscirci, ma solo per qualche settimana)

2) Al risveglio la vera liscia non ha bisogno di granchè: uno scossone alla testa e via, il capello, arruffato dal sonno, torna liscio come e più di prima.

3) La liscia vera usa il balsamo più per sfizio che per necessità.
Il liscio vero non ha bisogno di essere domato.

Se è lungo, stile Samara di the Ring, sarà attratto verso il basso, complice la forza di gravità.

Se è a caschetto, stile Anna Wintour (il Diavolo veste Prada, vi dice niente?), starà liscio davanti e a ramengo dietro -ma un ramengo dritto, sempre e comunque- (a meno che non ci diate dentro di spazzola, phon o piastra con cadenza oraria)

Se è corto, tipo Haribo, ciao proprio: nonostante chili di gel, schiume, staranno esattamente dove vogliono loro, e mai dove vorresti tu.

4) I tagli di capelli sul liscio si vedono solo se ad essere ranzati sono almeno almeno 10 cm di capello.
Di sicuro almeno una volta hai dato retta alla parrucchiera, che ti consigliava il taglio scalato per dare volume
(pentendoti subito dopo il primo shampoo)

La piega che ti fa la parrucchiera è optional, comunque: uscita dal salone, tempo 20 minuti e sei esattamente come prima.
Con solo il portafoglio pìù leggero.

5) Il capello liscio è sempre cool.
Quello delle altre, ovviamente. 
Il tuo no. Il tuo è sempre piatto/scialbo/senza un senso.

6) La vera liscia nella sua vita ha provato a tingere i capelli in almeno 12 tonalità diverse: dal nero, al nero blu (sì, lo so che ci avete provato!) ad ogni nuance di rosso.
L'obiettivo: dare una "smossa" al look, pensando che un nuovo colore potesse cambiar la sostanza del capello piatto
Risultato: mesi e mesi di capello in 50 sfumature, ma capello sempre inesorabilmente piatto
(Nonché mesi di battute: "ma cambiare parrucchiere no?" - quando invece le artefici eravamo noi stesse o, nella migliore delle ipotesi, l'amica del cuore)

7) La vera liscia è attratta da tutti i prodotti che contengono la parola "volume".
Negli anni ha comprato un numero indefinito di shampoo/schiume/gel che promettevano un volume strepitoso.
Di strepitoso, manco a dirlo, solo l'esborso economico.
Perchè non ce n'è: i capelli lisci, piatti sono e piatti rimangono. 

8) Se sei liscia puoi tranquillamente uscire con qualsiasi condizione climatica: niente turberà i tuoi capelli.

9) La liscia ha senz'altro provato nella vita ogni trattamento: permanente, sostegno, bigodi, caschi.
In alcuni casi è uscita modello Shaun the Sheep. In altri, sotto le abili mani della parrucchiera, è uscita esattamente mossa e voluminosa come voleva.
In tutti i casi, comunque, l'effetto è durato giusto il tempo di farci l'occhio.
E poi punto e a capo.

10) La liscia sente continuamente dire che il riccio è impegnativo da gestire, che i capelli diventano crespi, ecc... ma niente, continua guardarsi nello specchio, odiare il piattume che ha in testa e sognare il mattino in cui si sveglierà naturalmente riccia!

Io, che sono una riccia mancata, continuo comunque a litigare coi miei capelli.
E per ora Capello Liscio 1-Nanù 0
:-)



mercoledì 25 febbraio 2015

Del perchè Nanù

C'era una volta una bambina piccina, grandi occhi blu,  tanta voglia di vivere.
E c'era una volta un bel ragazzino, grandi occhi azzurri, tanta voglia di vivere.
La bambina e il ragazzino erano fratello e sorella.
Lei, di sette anni più piccola, era arrivata come un tornado nella vita del ragazzino.
Ma lui l'adorava, quella pallina di bambina.
E lei non aveva occhi che per lui.
Il ragazzino, grandi occhi azzurri, era il suo fratellone, il suo compagno di giochi, il suo esempio da seguire.

Passarono gli anni; la bambina divenne adolescente, il ragazzino divenne giovane uomo.
Tanti anni li separavano, ma l'amore li univa.
Solo che la ribelle adolescente ancora non lo sapeva riconoscere, quell'amore.
Si arrabbiava quando lui la sgridava, ma adorava quando la proteggeva
Era fiera di lui. Ma anche un po' gelosa. Lui era già grande, lei ancora pischella.
E la chiamava Nanù.
Anzi, lo urlava a gran voce scendendo le scale: "Nanù Nanù...quanto piccola sei tu!"
E lei si arrabbiava, oh come si arrabbiava!
Perchè non lo sapeva che quell'urlo, negli anni a venire, l'avrebbe bramato come l'aria.
Perchè era adolescente in una bolla dorata.
Non lo sapeva mica che le bolle possono scoppiare.
Che scoppiano..."puf", anche in una giornata di sole.
In una giornata che sembrava come le altre.
Che lui l'aveva accompagnata all'oratorio sulla sua moto. Che lei era scesa fiera.
Che lui le aveva detto: "Ciao Nanù, ci vediamo dopo"
E che lei quel dopo l'avrebbe atteso per anni.
E che si sveglia ancora oggi sperando che quel dopo arrivi.
Ma lui, il giovane uomo dai grandi occhi azzurri, non è tornato più.
E lei si è arrabbiata. Ha urlato, ha pianto, ha imprecato, ha pensato che lassù non ci fosse nessuno.
Ma niente. Lui l'aveva tradita. L'aveva lasciata sola.
Le aveva detto "Ciao Nanù" e non era tornato più.

L'adolescente arrabbiata con lui riversò la sua rabbia sul mondo.
Rimase arrabbiata per anni.
Non capiva perché proprio a lei fosse capitato.
Pensava anche fosse colpa sua.
Non aveva capito che il destino dà e il destino toglie.
Non voleva accettarlo.
L'adolescente, grandi occhi blu, divenne donna. E guardava ancora con invidia a chi aveva un fratello o una sorella.
Continuava a credere che ogni volta che silenziosamente dentro di sé si ripeteva "fa' che non sia vero", al mattino si sarebbe svegliata e avrebbe sentito quella voce.
Ma nonostante lo desiderasse così tanto, continuava ancora a svegliarsi il mattino aspettando - e non sentendo- quella voce che la chiamava "Nanù".

E lo fa ancora.

Questo è per te, giovane uomo dai grandi occhi azzurri.

Perché il tempo lenisce il dolore e ce lo fa tollerare, ma mai dimenticare.

La tua Nanù.

sabato 21 febbraio 2015

Del pelo

Il pelo. Il nemico numero uno della donna.
Il mio di sicuro.
Io i peli li odio.
Negli anni le ho provate tutte, con esiti di solito infausti.

Ve li elenco, così potete capire meglio:

Lametta: per carità!
Se non mi taglio, escoriandomi la pelle che nemmeno con una grattugia, la ricrescita fa sì che il pelo sia più duro della barba di mio marito.
Risultato: uno yeti, maschio of course.

Crema depilatoria: abbandonata subito, mi sono riempita di bolle, rischiavo seriamente che un monatto mi portasse via

Crema schiarente: ma de che!
Mi son schiarita, sì, ma parevo Titti. Gatto Silvestro si leccava i baffi

Silk epil: il mio amato Silk epil. Tortura epica, usato spesso, fino a che non mi è venuta la malsana idea di farmi la sgambatura estiva.
Risultato: ghiandole gonfie come palline da golf. Tiger Woods, mi avesse visto, garantito che mi avrebbe portato sui campi con lui

Ceretta fai da te: disastro totale.
Sono andata in giro tre giorni per metà escoriata, per metà incollata.
Un post it umano. Utile in ufficio. Meno utile nella vita pratica.
Dopo aver provato a togliere i residui di cera mi sono ritrovata unta come un'acciuga in scatola.

Ceretta dall'estetista: sì, ci siamo.
Dolore, sì quello sì, ma ci si passa sopra.
Non fosse che con la ricrescita mi riempivo di follicolite.
Solo una donna può capire.

Arrivata a questo punto, mi rimanevano solo la luce pulsata (idea abbandonata subito per via dei costi, e poi perchè onestamente 'sti fasci di luce non è che mi convincano molto) e, dopo mille ricerche, la ceretta brasiliana o Brazilian Waxing, nello specifico il metodo Skin's.
Per chi non lo conoscesse è questa roba qui.

Gli articoli che ho letto ne parlavano come di un metodo relativamente indolore, che lascia la pelle liscia, favorendo la ricrescita lenta.

L'ho provata e...ne sono rimasta entusiasta!
Il dolore è minimo, anche nelle zone più delicate (se siete donne, avete capito di cosa parlo).
La pelle è da subito liscissima e morbida.
La cosa che più ho apprezzato è che durante la fase di ricrescita, molto lenta devo dir la verità, il pelo si è molto indebolito e soprattutto niente follicolite, niente prurito, niente di niente!!
E tutto questo già dalla prima ceretta.
E ho quindi deciso: io Skin's non lo mollo più!!
Vi avviso che costa leggermente di più che la ceretta classica.
Peccato solo che non tutte le estetiste usino questo prodotto.
Ma ci viene in aiuto il servizio clienti (lo trovate qui), che in brevissimo tempo vi indica i centri nella vostra zona in cui trovare il prodotto.

Se siete nel dubbio, se siete nemiche del pelo, io ve lo dico: provate, poi mi direte!!

I miei peli ringraziano...e anche mio marito :-)

P.S.Se vi state chiedendo se mi abbiano pagato per scrivere questo post, la risposta è NO :-)
Ma quando una cosa funziona, è bene diffondere il verbo ;-)

giovedì 19 febbraio 2015

Dell'ispirazione e del Carvè

Capita una sera, che mentre sei affaccendata a sfamare le Bimbette, ti arrivi un Whatsappino da un'Amica: "Ehi, che fine hai fatto? Non scrivi più sul blog?".
E capita che tu sia felice di questa premura.
E capita allora che ti si risvegli la vena artistica, che ti ritorni l'ispirazione.
Non fosse altro per poter, in qualche modo, ricambiare la premura ricevuta.
Di fatto ho avuto giorni frenetici, son stata poco bene, problemi col lavoro (ma dai?!) e non per ultimo il Carvè.
Carnevale per il resto del mondo.
Chiariamo subito che nella ridente cittadina in cui risiedo, il Carnevale non è una semplice festa: è un'istituzione.
Però, ve lo devo dire, con estrema sincerità: da quando non sfilo (tipo da...ehm...millemila anni, quasi) è anche una gran rottura di palle.
Perchè devo portare le bimbe a veder le sfilate (vuoi mica causare in loro traumi infantili??)
Perchè le devo vestire (e pensare ogni anno a qualcosa di diverso, tenendo conto anche del clima -di cacca, di solito)
Perché inevitabilmente mi ritrovo coriandoli ovunque, in ogni parte del corpo (e quando dico in ogni parte, prendetemi alla lettera)
E perché, soprattutto, per quanto tu ci vada giù di Folletto, di coriandoli ne troverai fino a luglio. Anche oltre.

Ma guai a dirlo.
Guai a dire "che un po' sto Carvè ti irrita".
Guai. 
Qui da me credo che rischi l'esilio.

Che con la sfiga che ho ultimamente, di fisso che mi esiliano a Viareggio!

domenica 15 febbraio 2015

Del posteriore e del San Valentino

Ora, non so voi cosa avete fatto a San Valentino. 

Per quanto mi riguarda allo scoccare della mezzanotte, tra il 13 e il 14, ero assorta a guardare il posteriore (leggi: culo) di Mr. Grey (sì, vabbè, fate finta di non sapere di cosa parlo), in compagnia delle mie sorellamiche.
Tante risate, troppe, a riconferma che tutte e quattro insieme siamo più un'associazione a delinquere che un gruppo di amiche.

Il giorno dopo, il 14, al rientro dal lavoro, la sorpresa, del tutto inaspettata.
Questa:


Io ve lo dico, mi sono commossa.
Giuro.
Passerà alla storia; sono rimasta con un sorriso da ebete (astenersi battute, grazie!) per tutta la sera.
Ma già lo sapevo.
Col mio post (questo qui) avevo già scandagliato tutti i segnali da cogliere per sapere se ti ama.
Ed ecco qui la conferma.
Che alla fine basta poco, no?

Ed era pure buonissima, altro che la pala :-)

giovedì 12 febbraio 2015

Del pannolino

Allora ho la Bimbetta2 che ha deciso che non vuole più il pannolino.

Lei l'ha deciso. Io no. Io avrei volentieri rimandato.

È bene precisare che con Bimbetta1 lo spannolinamento è stato grandioso.
Rapido, poco complicato, una figata, insomma (L'avrà fatta addosso sì e no tre volte! Ed è subito record!!)

E visto che -ovviamente- il culo uno non può averlo sempre, è due giorni che asciugo pipì.
Dovunque.
Ha marcato il territorio, che manco un labrador.
E più le dici di avvisare, e più lei ti avvisa a cose fatte.
Ed è inutile provare a metterle il pannolino, scappa.
Si nasconde ovunque.

Ormai in casa tengo su le Nike da corsa.
Perché santo cielo, è alta due mele o poco più ma corre come un puma.

Penso di aver letto più cose sullo spannolinamento in due giorni che in sette anni da mamma.
Le sto provando tutte.

Sarà che di fondo a me non importava toglierlo, sarà che sta Bimbetta c'ha la testa dura, come sarà sarà ma ormai tocca guardare dove metti i piedi.
Lo "Sciac" è inevitabile.
Pare di stare in risaia.

Per fortuna di notte riesco a tenerglielo.
L'accoppiata pigiama-pannolo le va a genio.
Per cui sto seriamente pensando di tenerla in pigiama tutto il giorno.
Con anche le babbucce, per non dare troppo nell'occhio.

Sono certa che quest'anno il titolo "Mamma dell'anno" sarà mio.