giovedì 12 marzo 2015

Del Pollice Nero

Ci sono persone estremamente portate per il giardinaggio.

Ci sono persone che pur non avendo particolari doti o competenze in botanica riescono comunque a coltivare piante e fiori e a farle crescere rigogliose e fiorite.

E poi ci sono io, l'incubo di ogni essere appartenente alla flora terrestre.
Io sono proprio un disastro totale in questo ambito.

Quando entro in un negozio di fiori o piante sono ormai convinta che tutto ciò che è esposto, dal basilico all'ortensia sia terrorizzato dall'idea che la mia scelta potrebbe ricadere su di lui.
Credo che se le piante fossero animate scapperebbero a gambe levate dal negozio.
Non potendo si affidano alle preghiere interiori: "Non me! Non comprare me!!"

La certezza definitiva di questa mia incapacità totale, del mio Pollice Nero insomma, mi ha colpito stamattina.
Al solito giro di bagnur (per i non piemontesi l'innaffiatoio) ho scoperto che una delle mie tre Orchidee sta volgendo al termine della sua vita.

L'ultimo esemplare è entrato a casa mia cinque mesi fa e ha subito fatto amicizia con le altre due Orchidee già ospiti: OrchideaRosa e OrchideaCremisi.
Hanno legato subito, sono diventate come sorelle.
Si facevano compagnia, lì sul davanzale della finestra.
Si parlavano credo. Di nascosto, a bassa voce, perché io non le sentissi.
Si raccontavano di quel che avevano sentito da amiche comuni sulle disavventure del soggiorno a casa mia.

Di come la loro amica OrchideaBianca fosse riuscita a rifiorire dopo un trasferimento a casa della MiaSuocera.

E di come invece OrchideaGialla non ottenne il trasferimento e andò incontro a sfioritura perenne.

Ma anche di come OrchideaRosa superò la sfioritura e gaudia e felice riuscì per magia a rifiorire dopo 6 mesi di stop.

Io di mio ci metto tutto l'impegno possibile.
Ci parlo. Do loro da bere. Non le sposto perché so che non amano esser sballottolate.
Ma il più delle volte niente, loro si stancano e bum, cedono.

Esattamente quel che è successo oggi.

E io son rimasta qui, mogia mogia, con la mia OrchideaCheFu.

Con OrchideaCremisi e OrchideaRosa che mi guardano affrante e sperano con me.
Questa volta ho deciso di provare a toglier i rami secchi.

E aspetto. Non sono troppo ottimista.
Ma può anche darsi che OrchideaCheFu deciderà di sfatare la leggenda metropolitana che incombe sul mio Pollice Nero e rifiorirà in tutto il suo splendore. Una volta è già successo, può succedere ancora, per quanto la prima volta sia stato un mero caso.

Io per non sbagliare la lascio lì.

Se son fiori fioriranno...non sono di sicuro  more!!! :-)

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