sabato 17 ottobre 2015

Del 18 ottobre

La donna dai grandi occhi blu, che pensa sempre al giovane uomo dai grandi  occhi azzurri, rifletteva sul fatto che era da tanto che non scriveva sul blog, e che questo forse era un buon modo per riaprire, anche a sè stessa, la porticina del suo cuore.
Quel cuore che batte, scalpita e alle volte sembra voler uscire dal petto...ma per andar dove? Per cercare chi?
Per cercare te, giovane uomo dai grandi occhi azzurri.

Tu che non ci sei e non sembra mai vero.

Tu che non ci sei e non ha ancora un senso.

Tu che non ci sei, ma è una bugia...perché sei esattamente lì dove ti avevo lasciato: dentro al mio cuore un po' arrabbiato, un po' tradito dal tuo "Ciao Nanú, ci vediamo dopo"...

E nelle orecchie lo sento ancora, sai..."Nanú Nanú, quanto piccola sei tu!"
Ancora, capito?
Sempre. Sempre.

Io che non amo la parola "sempre" quando si tratta di te la uso spesso.

Ti voglio bene. Ancora. Sempre.

Buon compleanno, giovane uomo dai grandi occhi azzurri.


La tua Nanù

giovedì 12 marzo 2015

Del Pollice Nero

Ci sono persone estremamente portate per il giardinaggio.

Ci sono persone che pur non avendo particolari doti o competenze in botanica riescono comunque a coltivare piante e fiori e a farle crescere rigogliose e fiorite.

E poi ci sono io, l'incubo di ogni essere appartenente alla flora terrestre.
Io sono proprio un disastro totale in questo ambito.

Quando entro in un negozio di fiori o piante sono ormai convinta che tutto ciò che è esposto, dal basilico all'ortensia sia terrorizzato dall'idea che la mia scelta potrebbe ricadere su di lui.
Credo che se le piante fossero animate scapperebbero a gambe levate dal negozio.
Non potendo si affidano alle preghiere interiori: "Non me! Non comprare me!!"

La certezza definitiva di questa mia incapacità totale, del mio Pollice Nero insomma, mi ha colpito stamattina.
Al solito giro di bagnur (per i non piemontesi l'innaffiatoio) ho scoperto che una delle mie tre Orchidee sta volgendo al termine della sua vita.

L'ultimo esemplare è entrato a casa mia cinque mesi fa e ha subito fatto amicizia con le altre due Orchidee già ospiti: OrchideaRosa e OrchideaCremisi.
Hanno legato subito, sono diventate come sorelle.
Si facevano compagnia, lì sul davanzale della finestra.
Si parlavano credo. Di nascosto, a bassa voce, perché io non le sentissi.
Si raccontavano di quel che avevano sentito da amiche comuni sulle disavventure del soggiorno a casa mia.

Di come la loro amica OrchideaBianca fosse riuscita a rifiorire dopo un trasferimento a casa della MiaSuocera.

E di come invece OrchideaGialla non ottenne il trasferimento e andò incontro a sfioritura perenne.

Ma anche di come OrchideaRosa superò la sfioritura e gaudia e felice riuscì per magia a rifiorire dopo 6 mesi di stop.

Io di mio ci metto tutto l'impegno possibile.
Ci parlo. Do loro da bere. Non le sposto perché so che non amano esser sballottolate.
Ma il più delle volte niente, loro si stancano e bum, cedono.

Esattamente quel che è successo oggi.

E io son rimasta qui, mogia mogia, con la mia OrchideaCheFu.

Con OrchideaCremisi e OrchideaRosa che mi guardano affrante e sperano con me.
Questa volta ho deciso di provare a toglier i rami secchi.

E aspetto. Non sono troppo ottimista.
Ma può anche darsi che OrchideaCheFu deciderà di sfatare la leggenda metropolitana che incombe sul mio Pollice Nero e rifiorirà in tutto il suo splendore. Una volta è già successo, può succedere ancora, per quanto la prima volta sia stato un mero caso.

Io per non sbagliare la lascio lì.

Se son fiori fioriranno...non sono di sicuro  more!!! :-)

lunedì 9 marzo 2015

Delle blog-letture: Top of the Post #2 - settimana dal 02/03/15 al 08/03/15

Eccomi all'appuntamento settimanale con i post che più mi sono piaciuti in questa settimana appena passata (è il Top of the post di Da mamma a mamma)


Le regole ormai le dovreste sapere, sono sempre queste qua.

Via alla mia lista:

- prima nomination: La mamma invernale di 50 sfumature di mamma. Mi sono piegata in due dal ridere. Mi ci voleva proprio! Ah, e io sono la due, precisa uguale :-)

- seconda nomination: Avere un secondo figlio, che come dice The Yummy Mom è faticoso, divertente, ma è anche amore che raddoppia!

- terza nomination: I no servono a crescere di Passione blogger. In questo periodo, in cui Bimbetta2 ci sta tirando matti tutti quanti, l'unica soluzione mi pare stampare questo post e attaccarlo al frigo. Utile promemoria.

As usual, grazie a tutte e buona continuazione di settimana!!

lunedì 2 marzo 2015

Delle blog-letture: Top of the Post #1 - settimana dal 23/02/15 al 01/03/15

E' stata una settimana di letture, questa.

Spulciando vari blog, ho scoperto questa iniziativa: il Top of the post di Da mamma a mamma: si tratta in buona sostanza di "nominare" i 3 post (di altri blog) che ci sono piaciuti di più nella settimana appena conclusa.



Quindi, ecco le mie scelte:

- la mia prima nomination va alle "Speciali Idee regalo per la Festa del Papà - parte 1" di Sabina di The Swinging Mom: sono idee davvero carine, che mi hanno fatto sorridere (il body con le istruzioni per i papà è fantastico!!); anche la parte 2, dedicata ai bambini più grandicelli, è piena di belle idee :-)

- la seconda nomination è un post molto interessante per una blogger alle prime armi (come me!): "Come sostenere le blogger che ami" di Marina di Da Mamma a Mamma

- terza ed ultima nomination "Educazione dei figli: non tutto è dovuto l’importanza e l’emozione del Grazie" di Manu di Genitorialmente: mi ha fatto riflettere su quanto può scaldare il cuore un "Grazie" ricevuto dai nostri figli. Un "Grazie" che contiene tutto l'Amore che provano per noi. E che noi proviamo per loro.

Ed ecco fatto, il mio primo Top of the Post è andato: grazie a tutti i blog che ho letto in settimana, anche a quelli che non ho nominato!

domenica 1 marzo 2015

Del capello: decalogo della donna liscia

Oggi, sulla scia del post di un'amica riccia (questo qui), ho pensato di buttar giù il decalogo della donna liscia; badate bene, parlo delle lisce vere, di quelle che in testa si ritrovano spaghetti che manco la Barilla riesce a produrli.

Eccolo qui, ditemi voi, care amiche lisce, se non vi ci ritrovate!

1) Il liscio non è una tipologia di capello, nè uno stile di vita: per la vera donna liscia è in realtà una condanna. Un marchio a fuoco che nemmeno il phonista più abile riuscirà a cancellare.
(Forse un taglio alla soldato Jane può riuscirci, ma solo per qualche settimana)

2) Al risveglio la vera liscia non ha bisogno di granchè: uno scossone alla testa e via, il capello, arruffato dal sonno, torna liscio come e più di prima.

3) La liscia vera usa il balsamo più per sfizio che per necessità.
Il liscio vero non ha bisogno di essere domato.

Se è lungo, stile Samara di the Ring, sarà attratto verso il basso, complice la forza di gravità.

Se è a caschetto, stile Anna Wintour (il Diavolo veste Prada, vi dice niente?), starà liscio davanti e a ramengo dietro -ma un ramengo dritto, sempre e comunque- (a meno che non ci diate dentro di spazzola, phon o piastra con cadenza oraria)

Se è corto, tipo Haribo, ciao proprio: nonostante chili di gel, schiume, staranno esattamente dove vogliono loro, e mai dove vorresti tu.

4) I tagli di capelli sul liscio si vedono solo se ad essere ranzati sono almeno almeno 10 cm di capello.
Di sicuro almeno una volta hai dato retta alla parrucchiera, che ti consigliava il taglio scalato per dare volume
(pentendoti subito dopo il primo shampoo)

La piega che ti fa la parrucchiera è optional, comunque: uscita dal salone, tempo 20 minuti e sei esattamente come prima.
Con solo il portafoglio pìù leggero.

5) Il capello liscio è sempre cool.
Quello delle altre, ovviamente. 
Il tuo no. Il tuo è sempre piatto/scialbo/senza un senso.

6) La vera liscia nella sua vita ha provato a tingere i capelli in almeno 12 tonalità diverse: dal nero, al nero blu (sì, lo so che ci avete provato!) ad ogni nuance di rosso.
L'obiettivo: dare una "smossa" al look, pensando che un nuovo colore potesse cambiar la sostanza del capello piatto
Risultato: mesi e mesi di capello in 50 sfumature, ma capello sempre inesorabilmente piatto
(Nonché mesi di battute: "ma cambiare parrucchiere no?" - quando invece le artefici eravamo noi stesse o, nella migliore delle ipotesi, l'amica del cuore)

7) La vera liscia è attratta da tutti i prodotti che contengono la parola "volume".
Negli anni ha comprato un numero indefinito di shampoo/schiume/gel che promettevano un volume strepitoso.
Di strepitoso, manco a dirlo, solo l'esborso economico.
Perchè non ce n'è: i capelli lisci, piatti sono e piatti rimangono. 

8) Se sei liscia puoi tranquillamente uscire con qualsiasi condizione climatica: niente turberà i tuoi capelli.

9) La liscia ha senz'altro provato nella vita ogni trattamento: permanente, sostegno, bigodi, caschi.
In alcuni casi è uscita modello Shaun the Sheep. In altri, sotto le abili mani della parrucchiera, è uscita esattamente mossa e voluminosa come voleva.
In tutti i casi, comunque, l'effetto è durato giusto il tempo di farci l'occhio.
E poi punto e a capo.

10) La liscia sente continuamente dire che il riccio è impegnativo da gestire, che i capelli diventano crespi, ecc... ma niente, continua guardarsi nello specchio, odiare il piattume che ha in testa e sognare il mattino in cui si sveglierà naturalmente riccia!

Io, che sono una riccia mancata, continuo comunque a litigare coi miei capelli.
E per ora Capello Liscio 1-Nanù 0
:-)



mercoledì 25 febbraio 2015

Del perchè Nanù

C'era una volta una bambina piccina, grandi occhi blu,  tanta voglia di vivere.
E c'era una volta un bel ragazzino, grandi occhi azzurri, tanta voglia di vivere.
La bambina e il ragazzino erano fratello e sorella.
Lei, di sette anni più piccola, era arrivata come un tornado nella vita del ragazzino.
Ma lui l'adorava, quella pallina di bambina.
E lei non aveva occhi che per lui.
Il ragazzino, grandi occhi azzurri, era il suo fratellone, il suo compagno di giochi, il suo esempio da seguire.

Passarono gli anni; la bambina divenne adolescente, il ragazzino divenne giovane uomo.
Tanti anni li separavano, ma l'amore li univa.
Solo che la ribelle adolescente ancora non lo sapeva riconoscere, quell'amore.
Si arrabbiava quando lui la sgridava, ma adorava quando la proteggeva
Era fiera di lui. Ma anche un po' gelosa. Lui era già grande, lei ancora pischella.
E la chiamava Nanù.
Anzi, lo urlava a gran voce scendendo le scale: "Nanù Nanù...quanto piccola sei tu!"
E lei si arrabbiava, oh come si arrabbiava!
Perchè non lo sapeva che quell'urlo, negli anni a venire, l'avrebbe bramato come l'aria.
Perchè era adolescente in una bolla dorata.
Non lo sapeva mica che le bolle possono scoppiare.
Che scoppiano..."puf", anche in una giornata di sole.
In una giornata che sembrava come le altre.
Che lui l'aveva accompagnata all'oratorio sulla sua moto. Che lei era scesa fiera.
Che lui le aveva detto: "Ciao Nanù, ci vediamo dopo"
E che lei quel dopo l'avrebbe atteso per anni.
E che si sveglia ancora oggi sperando che quel dopo arrivi.
Ma lui, il giovane uomo dai grandi occhi azzurri, non è tornato più.
E lei si è arrabbiata. Ha urlato, ha pianto, ha imprecato, ha pensato che lassù non ci fosse nessuno.
Ma niente. Lui l'aveva tradita. L'aveva lasciata sola.
Le aveva detto "Ciao Nanù" e non era tornato più.

L'adolescente arrabbiata con lui riversò la sua rabbia sul mondo.
Rimase arrabbiata per anni.
Non capiva perché proprio a lei fosse capitato.
Pensava anche fosse colpa sua.
Non aveva capito che il destino dà e il destino toglie.
Non voleva accettarlo.
L'adolescente, grandi occhi blu, divenne donna. E guardava ancora con invidia a chi aveva un fratello o una sorella.
Continuava a credere che ogni volta che silenziosamente dentro di sé si ripeteva "fa' che non sia vero", al mattino si sarebbe svegliata e avrebbe sentito quella voce.
Ma nonostante lo desiderasse così tanto, continuava ancora a svegliarsi il mattino aspettando - e non sentendo- quella voce che la chiamava "Nanù".

E lo fa ancora.

Questo è per te, giovane uomo dai grandi occhi azzurri.

Perché il tempo lenisce il dolore e ce lo fa tollerare, ma mai dimenticare.

La tua Nanù.

sabato 21 febbraio 2015

Del pelo

Il pelo. Il nemico numero uno della donna.
Il mio di sicuro.
Io i peli li odio.
Negli anni le ho provate tutte, con esiti di solito infausti.

Ve li elenco, così potete capire meglio:

Lametta: per carità!
Se non mi taglio, escoriandomi la pelle che nemmeno con una grattugia, la ricrescita fa sì che il pelo sia più duro della barba di mio marito.
Risultato: uno yeti, maschio of course.

Crema depilatoria: abbandonata subito, mi sono riempita di bolle, rischiavo seriamente che un monatto mi portasse via

Crema schiarente: ma de che!
Mi son schiarita, sì, ma parevo Titti. Gatto Silvestro si leccava i baffi

Silk epil: il mio amato Silk epil. Tortura epica, usato spesso, fino a che non mi è venuta la malsana idea di farmi la sgambatura estiva.
Risultato: ghiandole gonfie come palline da golf. Tiger Woods, mi avesse visto, garantito che mi avrebbe portato sui campi con lui

Ceretta fai da te: disastro totale.
Sono andata in giro tre giorni per metà escoriata, per metà incollata.
Un post it umano. Utile in ufficio. Meno utile nella vita pratica.
Dopo aver provato a togliere i residui di cera mi sono ritrovata unta come un'acciuga in scatola.

Ceretta dall'estetista: sì, ci siamo.
Dolore, sì quello sì, ma ci si passa sopra.
Non fosse che con la ricrescita mi riempivo di follicolite.
Solo una donna può capire.

Arrivata a questo punto, mi rimanevano solo la luce pulsata (idea abbandonata subito per via dei costi, e poi perchè onestamente 'sti fasci di luce non è che mi convincano molto) e, dopo mille ricerche, la ceretta brasiliana o Brazilian Waxing, nello specifico il metodo Skin's.
Per chi non lo conoscesse è questa roba qui.

Gli articoli che ho letto ne parlavano come di un metodo relativamente indolore, che lascia la pelle liscia, favorendo la ricrescita lenta.

L'ho provata e...ne sono rimasta entusiasta!
Il dolore è minimo, anche nelle zone più delicate (se siete donne, avete capito di cosa parlo).
La pelle è da subito liscissima e morbida.
La cosa che più ho apprezzato è che durante la fase di ricrescita, molto lenta devo dir la verità, il pelo si è molto indebolito e soprattutto niente follicolite, niente prurito, niente di niente!!
E tutto questo già dalla prima ceretta.
E ho quindi deciso: io Skin's non lo mollo più!!
Vi avviso che costa leggermente di più che la ceretta classica.
Peccato solo che non tutte le estetiste usino questo prodotto.
Ma ci viene in aiuto il servizio clienti (lo trovate qui), che in brevissimo tempo vi indica i centri nella vostra zona in cui trovare il prodotto.

Se siete nel dubbio, se siete nemiche del pelo, io ve lo dico: provate, poi mi direte!!

I miei peli ringraziano...e anche mio marito :-)

P.S.Se vi state chiedendo se mi abbiano pagato per scrivere questo post, la risposta è NO :-)
Ma quando una cosa funziona, è bene diffondere il verbo ;-)

giovedì 19 febbraio 2015

Dell'ispirazione e del Carvè

Capita una sera, che mentre sei affaccendata a sfamare le Bimbette, ti arrivi un Whatsappino da un'Amica: "Ehi, che fine hai fatto? Non scrivi più sul blog?".
E capita che tu sia felice di questa premura.
E capita allora che ti si risvegli la vena artistica, che ti ritorni l'ispirazione.
Non fosse altro per poter, in qualche modo, ricambiare la premura ricevuta.
Di fatto ho avuto giorni frenetici, son stata poco bene, problemi col lavoro (ma dai?!) e non per ultimo il Carvè.
Carnevale per il resto del mondo.
Chiariamo subito che nella ridente cittadina in cui risiedo, il Carnevale non è una semplice festa: è un'istituzione.
Però, ve lo devo dire, con estrema sincerità: da quando non sfilo (tipo da...ehm...millemila anni, quasi) è anche una gran rottura di palle.
Perchè devo portare le bimbe a veder le sfilate (vuoi mica causare in loro traumi infantili??)
Perchè le devo vestire (e pensare ogni anno a qualcosa di diverso, tenendo conto anche del clima -di cacca, di solito)
Perché inevitabilmente mi ritrovo coriandoli ovunque, in ogni parte del corpo (e quando dico in ogni parte, prendetemi alla lettera)
E perché, soprattutto, per quanto tu ci vada giù di Folletto, di coriandoli ne troverai fino a luglio. Anche oltre.

Ma guai a dirlo.
Guai a dire "che un po' sto Carvè ti irrita".
Guai. 
Qui da me credo che rischi l'esilio.

Che con la sfiga che ho ultimamente, di fisso che mi esiliano a Viareggio!

domenica 15 febbraio 2015

Del posteriore e del San Valentino

Ora, non so voi cosa avete fatto a San Valentino. 

Per quanto mi riguarda allo scoccare della mezzanotte, tra il 13 e il 14, ero assorta a guardare il posteriore (leggi: culo) di Mr. Grey (sì, vabbè, fate finta di non sapere di cosa parlo), in compagnia delle mie sorellamiche.
Tante risate, troppe, a riconferma che tutte e quattro insieme siamo più un'associazione a delinquere che un gruppo di amiche.

Il giorno dopo, il 14, al rientro dal lavoro, la sorpresa, del tutto inaspettata.
Questa:


Io ve lo dico, mi sono commossa.
Giuro.
Passerà alla storia; sono rimasta con un sorriso da ebete (astenersi battute, grazie!) per tutta la sera.
Ma già lo sapevo.
Col mio post (questo qui) avevo già scandagliato tutti i segnali da cogliere per sapere se ti ama.
Ed ecco qui la conferma.
Che alla fine basta poco, no?

Ed era pure buonissima, altro che la pala :-)

giovedì 12 febbraio 2015

Del pannolino

Allora ho la Bimbetta2 che ha deciso che non vuole più il pannolino.

Lei l'ha deciso. Io no. Io avrei volentieri rimandato.

È bene precisare che con Bimbetta1 lo spannolinamento è stato grandioso.
Rapido, poco complicato, una figata, insomma (L'avrà fatta addosso sì e no tre volte! Ed è subito record!!)

E visto che -ovviamente- il culo uno non può averlo sempre, è due giorni che asciugo pipì.
Dovunque.
Ha marcato il territorio, che manco un labrador.
E più le dici di avvisare, e più lei ti avvisa a cose fatte.
Ed è inutile provare a metterle il pannolino, scappa.
Si nasconde ovunque.

Ormai in casa tengo su le Nike da corsa.
Perché santo cielo, è alta due mele o poco più ma corre come un puma.

Penso di aver letto più cose sullo spannolinamento in due giorni che in sette anni da mamma.
Le sto provando tutte.

Sarà che di fondo a me non importava toglierlo, sarà che sta Bimbetta c'ha la testa dura, come sarà sarà ma ormai tocca guardare dove metti i piedi.
Lo "Sciac" è inevitabile.
Pare di stare in risaia.

Per fortuna di notte riesco a tenerglielo.
L'accoppiata pigiama-pannolo le va a genio.
Per cui sto seriamente pensando di tenerla in pigiama tutto il giorno.
Con anche le babbucce, per non dare troppo nell'occhio.

Sono certa che quest'anno il titolo "Mamma dell'anno" sarà mio.

lunedì 9 febbraio 2015

Dei cartoni animati di oggi

È da giorni che nella mia mente frullano domande.
Domande di quelle serie, che danno un senso alla tua vita.
Domande a cui, pur pensandoci tanto, non riesco a dare una risposta.

Quindi ho pensato di scriverle, 'ste benedette domande. 

Magari qualcuno tra voi riesci a districare la matassa ingarbugliata dei miei pensieri.

1) Ma la mamma di Sofia la Principessa è vedova, divorziata oppure è una ragazza madre?
Idem per il re, dov'è la moglie? 

2) Ma l'Orso di Masha come può avere tutta 'sta pazienza?
Possibile che non abbia istinti da orso e non gli venga mai mai lo stimolo di azzannarla alla giugulare?

3) È sei anni che trasmettono Peppa Pig: ma i personaggi non crescono mai?

4) E se non crescono, non è almeno il caso di farli evolvere?
George è normale che a due anni pronunci solo la parola "dinosauro"?
Forse sentire un logopedista?

5) Se a casa di Topolino mi posso sentire come a casa mia, perché se chiamo Tudos quando ho un problema pratico non arriva mai?

6) Siamo sicuri che Bloom sia adolescente?
Non è un tantino precoce nel suo rapporto con Sky?

7) Chi ha inventato i nomi dei personaggi di Calimero aveva dei problemi?
Valeriano, Cesira...ma nomi " classici" tipo Michele, Maria, gli facevano schifo?

8) Perché Violetta non la passano in fascia protetta?

9) Com'è possibile che Tata Susina, che in teoria ha un'esperienza lunghissima con la mafia, su 3 incantesimi che fa, 2 li cicca completamente?

10) Chicchi, coco, la posta di yoyo: perchè permettono che sia trasmessa?
Dovrebbero proibirla per legge. È fastidiosissima.

11) Possibile che Doraemon non abbia ancora menato Nobita, e che anzi continui ad aiutarlo?
Se uno è recidivo, a un certo punto lascialo nel suo brodo, no??


Perché va bene la finzione, ma uno qualche domanda, a un certo punto se la fa!!!

E vi dirò di più: io qualche volta (solo qualche) rimpiango i cartoni animati di una volta, quelli che passavano in tv negli anni 80-90, che ti insegnavano cose.

A pescare la carpa koi più grande di sempre usando una canna di bambù, ad esempio.

A lanciarti sulla schiena sull'erba e usare le gambe come catapulta per i tuoi amici, per tentare di fare il gol dell'anno.

A lasciarci giù il menisco cercando di saltare in aria tanto quanto Mila.

A premere i punti di pressione di una persona (ma in effetti io personalmente non sono mai riuscita a far esplodere nessuno).

A usare la coda di un dinosauro come scivolo.

E non me lo dite che non avete mai provato a legarvi i polsi (senza catene, perché non le avevate sotto mano) per fare il bagher, tanto non ci credo! :-)

giovedì 5 febbraio 2015

Di febbraio e del giramento.

E niente.
Oggi nevica. Fuori.
Dentro piove.
Niente tegole rotte.
Piovo io. Dentro, appunto.
Sono meteoropatica, sono triste, oggi.
Ci fosse il sole...sarei triste lo stesso.
Ecco.

Sono triste perché è una di quelle giornate senza alternative, in cui niente sembra andare.

E ben, domani magari girerà meglio.

Perché oggi l'unica cosa che gira sono le mie palle.

martedì 3 febbraio 2015

Del portare: Bimbette & Babywearing

Sette anni.
No, non sette anni in Tibet con Brad Pitt (magari!!!)
Sette anni fa diventai mamma per la prima volta (no commenti sull'età, grazie :-) ).

Come tutte le neo mamme mi ritrovai di fronte un mondo nuovo, e vagavo spiazzata tra pannolini, tetta, passeggini, seggioloni e chi più ne ha, più ne metta.

Nel bel mezzo di questo trambusto emotivo, fisico e mentale, mi si parò di fronte un problema.

Immaginatevi la scena: prima vacanza con Bimbetta1 duemesenne, luogo di vacanza destinato una ridente località montana, casetta letteralmente in mezzo al paesello, raggiungibile solo con scale e sentieri ripidi e scivolosi.

L'ideale insomma.

L'ideale per portare una creaturina in braccio o nella fighissima, ma pesantissima, navetta del passeggino.
O ancor più nell'ovetto.

Il rischio, molto molto concreto, era un rovinoso ruzzolone di mamma (o papà o nonni) con la fragile e preziosa Bimbetta.

Da lì l'idea: prendiamoci un marsupio! (Ricordo che all'epoca di fasce portabebè si parlava poco)

Eh già, facile no?

Con la solerzia che mi contraddistingue mi tuffai nel mondo dei marsupi: ergonomico, che non danneggiasse le anche, con posizione a culla...insomma, mille menate, as usual.

Come fu e come non fu, scelsi il marsupio e ci portai la creatura per tutta l'estate.
Il marsupio lasciò il posto l'estate successiva allo zaino da montagna. Un zaino di altri tempi, basico, smilzo, leggero.
E la pupa ci stava a meraviglia. Quanti sonni!!

Cinque anni dopo, Bimbetta2, la scena si ripete.

Nel mezzo, nei cinque anni intercorsi, cambiarono le mode. (Perché anche i pupi risentono delle mode. Soprattutto i pupi)
E allora ecco che i marsupi non rispettano l'ergonomia, danneggiano le anche, maltrattano la schiena di chi porta...
Ed essendo io poco cool, ma fondamentalmente molto pirlotta, potevo mica mettere Bimbetta2 in qualcosa che le facesse male, no?

Certo che no.

E quindi via alla ricerca della fascia migliore.
Optai per quella non elastica, in lino.
Lunga circa 26 metri, che su di me, alta due mele o poco più, bastava per far su tutto il reparto neonatale.


In gravidanza mi allenai parecchio per imparare a legarla (Santo YouTube), e servì: un mese dopo il parto mi aggiravo fiera per la ridente località montana.
Io fiera, la Bimbetta2 fasciata ad arte, e tutti che mi guardavano come fossi matta.
Perché se in città la fascia è cool, in montagna è "alternativa".
E le vecchiettine del paese:
" Ma cara, ma respira lì dentro? (Beh, spero)
"Ma sarà comoda?" (eh, gliel'ho chiesto, non mi ha risposto)

Che poi più o meno erano le stesse domande di cinque anni prima, con la Bimbetta1 nel marsupio.

Segno evidente che come li porti li porti sempre gli stessi dubbi susciti.
E tant'è.

Per la cronaca Bimbetta1 non ha risentito dei presunti danni da marsupio, e Bimbetta2 non appena ha avuto la facoltà di scegliere come esser portata, ha boicottato la fascia (si dimenava per uscirne) a favore del vecchio zainetto montanaro :-)

In sostanza, per portare come si deve, non c'è alternativa: raccogliere informazioni, provare, ma mai mai farsi condizionare da quel che dicono nel momento in cui si è scelto! Mai mai!!

Perchè nessuno è più facilmente condizionabile di una neo mamma in preda allo sbalzo ormonale!

lunedì 2 febbraio 2015

Degli indizi del suo amore per te

Giorni fa leggevo questo articolo  http://www.caffeinamagazine.it/dal-web/2191-5-modi-per-capire-se-il-tuo-lui-e-ancora-innamorato che dà degli indizi per capire se il partner ti ama (ancora).

Ora, ammetto che qualche punto è condivisibile, ma...ma, quando l'ho letto, lí per lí, ho pensato: "che cavolate!!!"

E visto che non sono capace di star senza pensare, ho elaborato i miei indizi per capire se il tuo lui ti ama davvero:

1) Ti manda SMS o whatsappini con scritto:
"Cosa c'è per cena?"
"Compri il pane?"
Partendo dal presupposto che mangiare è uno dei piaceri della vita, se lui ti ama associa sempre e comunque il cibo a te.

2) Sa che ti piacciono i fagioli grassi. E te li fa trovare anche al 12 di agosto.

3) Non ti lascia, né chiede il divorzio, se gli hai infeltrito (più o meno consapevolmente) l'ultimo paio di calzettoni fantozziani che gli ha fatto a maglia sua nonna buonanima.
Si limita a rinfacciartelo ad ogni lavatrice.

4) Ignora bellamente i panni stesi da raccogliere, perchè si ricorda di quel giorno in cui hai detto che tu "non hai problemi a raccogliere i panni, è stirarli la menata", e non vuole privarti del piacere di farlo.

5) Sa esattamente cosa ti piace e cosa no, solo che per animare il rapporto puntualmente ti regala cose che neanche nei tuoi incubi ti compreresti mai

6) Sa che non sei per il " per quest'anno, non cambiare, stessa spiaggia stesso mare".
Infatti ti propone sempre mete diverse, solitamente a 10 km da quella dell'anno prima

7) Se gli dici che ti piacerebbe essere accarezzata, ti usa come gatto. Vai a fargli cercar di capire che intendevi "alle volte".
D'altronde si sa: gli uomini due cose insieme non possono farle, o cercano, o capiscono

8) Se la fogna è intasata non esita a ravanarci dentro. E poi lasciarti il Toni da lavoro nel lavello.

9) Se fai tardi, ti chiama e ti chiede di comunicargli con esattezza le tue coordinate, per poter buttare la pasta con precisione millesimale. Guai ad attardarti in garage. La pasta si scuoce e lui ne soffre.

10) Se ti vede giù ha il suo metodo per tirarti su. Che coincide con l'ultima cosa che probabilmente in quel momento vorresti. Ma lui stoicamente ci prova lo stesso.

11) Non se la prende troppo se ogni tanto lo rifiuti. Ti toglie il saluto fino a che non cedi :-)

12) Se sei nel momento di picco passionale, lui, anche se è stanco, non si tira indietro: lo fa perchè ti ama :-)

13) Ti lascia biglietti scritti a mano in codice, perché tra voi c'è feeling (potrei citare: " Lascia porta chiusa no chiavi dopo io") (sono entrata in analisi dopo l'ultimo biglietto così!)

14) Quando ti guarda capisci subito cos'ha in testa (e non è colpa sua se è tutto testosterone!)

15) Chiede aiuto per i regali, ma spesso ignora gli aiuti e opta per il 50 e 50

16) Si addormenta ai primi due minuti di ogni film, anche se sa che ti manda in bestia. Ma sta solo riposando gli occhi. E no, non russa.

17) Ha sempre da dire la sua su qualsiasi cosa tu faccia.
La chiama "condivisione"

18) Si ricorda perfettamente ogni episodio insieme. Solo che non te lo dice per non toglierti il piacere di ricordarlo da sola.

19) È perfettamente in grado di gestire casa e Bimbette, ma preferisce che ci sia tu, perché tu lo fai meglio.
Lo fa per la tua autostima.

20) Se fuori nevica, lui è solerte e amorevole: ti lascia la pala da neve fuori per scongiurare tu possa rimanere bloccata in garage :-)

E se tu, nonostante tutto, lo ami allo stesso modo, non potrai far altro che sorridere interiormente ogni volta che penserai alla pala, che fa bella mostra di sè appoggiata al muro del cortile!

venerdì 30 gennaio 2015

Degli animali domestici

Giorni fa un'amica parlava della presunta imminente dipartita del suo pesciolino rosso, e di come affrontare l'argomento con il figlio, che sicuramente l'avrebbe presa malissimo.
Si sono susseguiti una serie di commenti più o meno ilari (a pensarci ora ancora mi vengono le convulsioni a ricordare certi racconti! :-) ).

Io, con tutta la solidarietà di 'sto mondo, però, questa cosa dei pesci rossi proprio non la capisco.
E non lo dico per dire, eh.
So di cosa parlo.
Ve lo confesso: a casa ho un acquario.
Come sia entrato nella mia casa senza che io chiedessi il divorzio, questa è una di quelle cose che rimangono misteriose.
Il fatto è che mi è stato imposto.

Chiarisco meglio.
Avevo un mobile, in sala, con il classico orrendo buco porta tv. In cui, manco a dirlo, la tv non c'era più. Rimaneva il problema di chiuderlo o mascherarlo in qualche modo.
Dopo un paio di preventivi a mobilieri e falegnami, sempre dubbiosi perchè temevamo che il colore finale si discostasse troppo da quello originale del legno, a mio marito venne un'idea geniale. GENIALE. Mettiamoci un acquario.
Un acquario, ovvio, come ho fatto a non pensarci io??
Altrettanto ovviamente io cercai di nicchiare: "Ma no dai, bisogna poi starci dietro" "Consuma troppo" fino ad arrivare al "Poveri pesci" (e chi mi conosce bene sa che di meno non me ne potrebbe fregare, dei pesci. Manco li mangio! Li odio i pesci, io)
Ma lui, l'impavido marito, dopo un periodo di molla e di silenzio sull'argomento, un giorno, mentre era a zonzo da solo con Bimbetta1, mi chiama e mi dice: "Ciao, ho comprato dei pesci".
"Uhm, bravo, però te li cucini tu"
"No, non da mangiare, da mettere nell'acquario"
"Ah, ok"
Clic.
Dopo due minuti mi riprendo. Driinnnnn "Ehi...quale acquario????" "Quello che ho comprato" e ride.
Capito, ride lui....

Cerco subito in google se l'acquisto di un acquario mi dia diritto all'annullamento alla Sacra Rota, e dopo accurata ricerca con esito negativo, lo aspetto al varco.
Rientra. Scarica la Bimbetta1. Scarica i pesci (in busta). Scarica l'acquario. Per cominciare poi a scaricare buste su buste contenenti filtri, carboni, tubi, spine elettriche...
Lì intravedo la trappola, e lo avviso: "Guarda che io non me ne prenderò cura"
"No, lo faccio io. Stai tranquilla"
Siccome che tranquilla è morta insieme a pazienza, io, malfidente di natura lo lascio fare, ma lo studio da lontano.
E lo vedo, weekend dopo weekend, che pulisce l'acquario, cambia acqua, cambia filtri.
Ed ogni sera, al rientro, prima ancora di salutare me, va dai pesci e gli dà da mangiare (anche perchè le uniche volte che l'ha detto a me gli ho risposto picche)
Finchè non è arrivato quel giorno. Un pesce è departito.
Momento abbastanza inquietante, a dire il vero.
Perchè secondo me lui i pesci li conta tutte le sere.
Perchè crede che io li avveleni e ne occulti i corpi.
Quella sera, lo ricordo bene, è arrivato a casa e guardando l'acquario mi ha detto: "Manca un pesce"
E io: "Sarà scappato"
"No, sul serio, manca...oh no!! E' morto, guardalo lì"
"Ehm, no grazie."
"Ma scusa non l'hai visto??"
E io: "Ma secondo te passo la vita a guardare i tuoi pesci????"
E lui, con retino e fare mesto, tirò via il cadavere dall'acquario.
Quello fu solo il primo.
Negli anni abbiamo avuto pesci morti di morte violenta (sbranati dai compari), pesci morti suicidati (che ne sapevo, io, che se lasci il coperchio aperto magari qualcuno salta fuori??) e sicuramente qualche infartuato (ai bambini ospiti piace tanto battere sul vetro dell'acquario)

Il fatto è che i pesci sono dannatamente impegnativi: devi controllare che l'acqua sia a posto, cambiarla, controllare i filtri, assicurarti che abbiano luce in certi momenti della giornata, dargli da mangiare.
Il cibo, altra menata.
Una volta marito mi ha mandato a comprare il mangime.
Vado, acquisto (uno a caso, non aveva specificato) e al ritorno una serie di paturnie che "non è quello per le pinne splendenti" (pinne che???), "non ha tutte le vitamine", "non è a scaglie, a loro piace a scaglie" (no, ma dico, sei fuori totale???), insomma una serie di pippe che neanche io da incinta...

E in tutto questo impegno, il pesce è e resta un animale assolutamente inutile. Non ti fa le feste, non ti riconosce, non capisci cosa diamine faccia tutto il giorno.
Inutile.
E dire che il marito è un professionista nel portare a casa animali inutili.
E ad impegnarsi profondamente per mettergli un tetto sulla testa.

Abbiamo avuto un bruco. Lui l'ha preso, da un cavolo, messo in barattolo coi buchi, ed ha atteso.
La farfalla
La casa della farfalla
Qualche giorno dopo era farfalla.
Per la farfalla ha costruito una gabbia, costata circa 5 ore di lavoro e 40 euro in ferramenta (vi metto la foto, così capite)


Aveva ogni optional.

Ma evidentemente la farfalla ha preferito la morte. E ci ha lasciato.


Un giorno ha portato a casa un porcellino d'india. Che ancora devo capire che razza di animale è.
Solo che non si era accorto che il porcellino in questione era donna.
E che fosse gravida me ne sono accorta io un mattino, quando, scendendo in taverna, vidi nella gabbia (gabbia super-accessoriata, inutile dirlo) altri 3 porcellini. La porcella era diventata mamma.
Il marito, re del self control, alla mia telefonata isterica rispose con un: "Ah, ecco perchè era grasso"
Dei pargoli nati uno perì, l'altro venne regalato (e temo sia mancato poi anche lui), e uno rimase con la sua mamma nella sua gabbietta superfiga.
Per poi lasciarci un paio di anni dopo, seguito dalla sua mamma.

Sorvolando sulle tartarughe (ovviamente ho anche quelle, ma almeno non danno noia, specie di inverno)...voi avete mai avuto un picchio??
Beh, io sì.

Lo trovò un giorno mezzo morto e ovviamente me lo portò a casa.
Lo mise in gabbia.
Credo abbia un problema con le gabbie, mio marito, dev'essere tipo una sindrome, una roba da telefonare al WWF
Comunque, lo mise in gabbia per permettergli di riprendersi e poi, dopo mille mie pressioni, e dopo essersi accertato che si fosse ripreso, lo liberò.


La cosa positiva, in tutti questi arrivi e dipartite, è che le Bimbette non hanno mai patito.

Fossero stati cani o gatti probabilmente sì, ne avrebbero sofferto (il motivo per cui no voglio nè l'uno nè l'altro, oltre al problema pelo/allergie. Io avevo una cagnolina, quanto ho pianto quando ci ha lasciato!!).

Perchè posso capire avere un cane o un gatto, che in effetti interagiscono e diventano quasi come persone, parte della famiglia, ti ci affezioni.

Ma oggettivamente, ti puoi affezionare a un bruco??????


giovedì 29 gennaio 2015

Del sonno ristoratore

Ennesima mattina tipo.
Suona la sveglia, mi alzo, mi lavo e mi vesto, preparo le colazioni, sveglio le Bimbe, rassetto un pochino, risveglio le Bimbe, le vesto, pronti via.
In tutto ciò, io, che paio così reattiva, in realtà interiormente sto dormendo.
Per la precisione sto dormendo anche ora, mentre scrivo.
Il motivo? Beh, a chi è mamma sarà già balenato in mente. A chi non lo è va tutta la mia invidia, in questo preciso istante.
Ore 21.30: tutti a letto (ovviamente dopo qualche cartone animato, vuoi mica fartelo mancare), baci e bacetti di rito, e Via! verso il mondo dei sogni.
Ore 05.00: "Mamma..." e io zitta, ignoro, mi pare la soluzione migliore.
Ore 05.01: "Mammaaaaaaa..." beh, continuo ad ignorare, non ha febbre, non ha nulla, proviamo a far finta di nulla
Ore 05.02: "Mammaaaaa....." "Sttt, fai nanna, su", e lo dico senza nemmeno uscire dalla mia stanza, praticamente glielo urlo, ma sommessamente, per non svegliare tutti, anche se in realtà mi girano talmente tanto i maroni, che rischiano comunque di svegliarsi per lo spostamento d'aria.
Ore 05.05: piccoli passi, tic tic tic...e qualcuno mi tira la coperta: Bimbetta2 è scesa dal lettino, e si è coraggiosamente avventurata nella nostra stanza, in quel percorso che, notte dopo notte, ormai le è ben familiare.
"Mamma...ho sssete"
"Tiè, bevi, poi però fai nanna"
"Ma io non ho sonno più"
"Beh, io sì"
"Mamma...lettone??"
"Mi prometti che poi dormi?"
"Sì Sì" con tanto di testina che va su è giù e sguardo ammaliatore
Ore 05.45: "Mamma, è mattino?" "No, pupa, è notte, dormiiii"
Finalmente alle 6 lei si riaddormenta, e dieci minuti dopo la mia sveglia suona. Grrrrr.

Ci sono notti in cui se non è Bimbetta2 a tirarmi le coperte, è Bimbetta1.

Ci sono notti che per sapere chi delle due mi tira le coperte e mi chiama con un bisbiglio, devo allungare la mano e tastare l'altezza.

Ora, onestamente, con entrambe le Bimbette non posso dire di aver mai fatto notti completamente in bianco, quello no. Ma le notti di sonno filato, completo, fino a mattina, le posso contare sulle dita dei piedi (ne ho 10, dita non piedi).
Il fatto è che una volta per la febbre, una volta per la tosse, una volta per un sogno, una volta per bere, c'è sempre un buon motivo per svegliarsi (leggi: svegliarmi). Per carità, poi si riaddormentano. Loro. Io no. Io ci metto un'eternità a riprendere sonno. Mio marito invece ha la proprietà di riaddormentarsi all'istante.

Ci sono notti in cui io mi scoccio talmente tanto di questa sua capacità, che lo prendo a calci per svegliarlo. Così. Tanto per. Perchè lui dev'essere solidale con me. Mi sembra il minimo.

E le notti in cui nessuno si sveglia, beh, io mi sveglio comunque.
Perchè il mio orologio biologico ormai è abituato così.
Dannato orologio.

Ma io, che comunque la prendo con filosofia, ho solennemente promesso alle mie Bimbette che quando saranno grandicelle, ed inizieranno ad assaporare quei sonni luuuunghi, da svegliarsi alle dieci del mattino (per dire), sarà mia cura puntare la sveglia nel cuore della notte. Per andare da loro a chiedere: "Hai sete?" "Hai sonno" "Vuoi venire nel lettone?"

Perchè io oggi starò pure dormendo in piedi, ma son pur sempre una mamma premurosa.
Vuoi mica che con gli anni perda questa qualità!! :-)



mercoledì 28 gennaio 2015

Dell'amore grande

Non è cosa nuova, tempo fa ho letto un post (questo) in cui una mamma scriveva alla sua prima figlia.
So che ne sono seguiti altri, chi alla seconda figlia, chi alla terza (??) e così via.
Beh, io faccio l'alternativa (ehm!) e scrivo al mio papà.
Quantomeno vi potete fare un'idea di me, perchè ciò che sono, è in parte merito (colpa?!?) sua.

Caro Papà,
se ti scrivo qui è proprio perchè so che tu qui non leggerai mai, e sai che io sono molto vergognosa...mi imbarazzo a dirti certe cose, preferisco fartele capire...anche perchè poi ti commuovi, ed io di più.
Perciò ecco la mia non-lettera a te...

Per quando mi facevi i codini, e mi vestivi sul tavolo della cucina
Per quando mi asciugavi i capelli a testa in giù, e io non volevo perchè mi girava la testa
Per le mille foto che mi hai fatto da piccola, e per quelle che vorresti farmi anche ora, ma io raramente te lo permetto
Per quando mi portavi in montagna, e parlavamo e parlavamo e parlavamo in macchina
Per quando mi raccontavi le storie nel lettone, e per quando facevo la pipì e ti bagnavo
Per quando mi preparavi la minestra in bicicletta, e per quando me la prepari ancora
Per le cose che mi hai insegnato, e anche per quelle che non ho imparato
Per tutte le volte che mi sorridi, e io gongolo come quando ero piccola
Per tutte le volte che mi guardi e capisci tutto, senza che io debba parlare, e per quelle in cui non capisci cosa dico, ma mi fai parlare lo stesso
Per la tua voce al telefono, capace di tirarmi sempre su il morale
Per quando mi giudichi, e sei l'unico a cui lo lascio fare
Per i consigli che mi dai, anche quando non li ascolto
Per quando piango, e tu ci sei sempre
Per quando rido, e tu ridi con me
Per tutte le volte in cui non faccio in tempo a dire, e tu hai già fatto
Per il dolore che hai provato, e io non sono riuscita a lenire
Per quando ti ho visto piangere, e il mio cuore si è rotto, perchè veder piangere il proprio papà è la cosa più brutta del mondo
Per quando ti ho visto gli occhi lucidi di felicità e commozione, e il mio cuore si è gonfiato d'amore
Per quando mi hai portato all'altare, e io non volevo lasciarti il braccio
Per quando hai ballato con me, il mio secondo ballo da donna sposata
Per quando mi aiuti, senza che io possa darti nulla in cambio
Per la tua forza di volontà, che io vorrei avere almeno in parte
Per non riuscire a darti molte soddisfazioni, quando invece te ne meriteresti tante
Per come sei nonno
Per l'amore che riesci a dare
Per quando ti dico che sei un po' sordo, ma invece forse fai finta di non sentire
Per quando mi perdoni, anche se l'ho fatta grossa
Per quando sei malato, e io ti prendo in giro, ma in realtà sono preoccupata
Per gli spaventi che mi hai fatto prendere, perchè io non posso pensare alla mia vita senza te

Per tutte queste cose, Papà, ti voglio ringraziare.
Ma di persona proprio non so come fare.
Sei e sarai sempre il mio primo grande Amore.

La tua bimba.

martedì 27 gennaio 2015

Delle sfumature

Io ve lo dico. Tra 15 giorni, per la precisione il 12 febbraio, uscirà nelle sale il film "50 sfumature di grigio", tratto dall'omonimo romanzo di E. L. James.
Ora, per quanti di voi non lo sappiano, si tratta di un romanzo erotico, il primo di una trilogia, che ha riscosso molto successo tra il pubblico femminile. Però non venitemelo a raccontare: lo so che sapete di cosa parlo!
Probabilmente fate semplicemente parte di quel 55% che fa finta di non saperne nulla :-)
Parlando con le amiche ho tratto le seguenti conclusioni:
1. Tutte ci siamo approcciate al libro con pudore, con un timore quasi "da scolaretta"
2. Ci siamo sempre più fatte prendere dalla trama, per quanto surreale, banale o scontata sia (in realtà banale proprio no, ma è pur sempre una storia d'amore...non proprio la classica storia d'amore!)
3. Abbiamo tenuto nascosta la lettura, quasi vergognandoci, fino a che non abbiamo scoperto che no, non eravamo le sole a cui effettivamente è piaciuto
4. Siamo effettivamente curiose di vedere il film, anche se una parte di noi sa già che non sarà assolutamente all'altezza dei libri (ovvio!!!!)

Chiariamo una cosa: lo so che non è una delle letture migliori degli ultimi anni, so bene che ci sono libri assai più belli/profondi/meglio scritti...ma il suo sporco lavoro, cioè conquistare il pubblico femminile over 30, l'ha fatto.
E non provate nemmeno a dire che sono libri per casalinghe frustate (giuro, un'amica me l'ha detto). Sono semplicemente libri, hanno pure una trama (ma va?) e, ad esclusione di alcuni passaggi, non sono poi così sconci, suvvia. Anzi, io li ho pure trovati pazzescamente romantici, in certi punti.
Giurin Giurello che almeno una volta non avete pensato a come sarebbe stato essere Anastasia ;-)
Poi vabbè, non negate che la lettura ha in qualche modo fatto felici i vostri mariti/compagni/fidanzati, perchè tanto non me la date a bere ;-)

Noi comunque si sta organizzando le macchinate per andare a vedere il film, sappiatelo :-)
Nel frattempo si è instaurato il gruppo analisi (del film, non nostra!!!) ed è giorni che studiamo il protagonista del film, tale Jamie Dornan.
E qui ci sono le prime diatribe.
C'è l'amica a cui piace ("ma hai visto bene il fisico che ha???"), quella a cui piace il fisico ma non il viso -io, ad esempio-, quella che avrebbe preferito qualche altro attore (e giù di classifica su chi sarebbe stato meglio). Insomma, over 30 con gli ormoni adolescenziali, questo sembriamo!
Il punto è comunque sempre lo stesso: ognuno 'sto benedetto figone misterioso di Christian Grey se l'era immaginato (leggi: sognato) diverso.
Inutile dire che l'attrice, Dakota Johnson, non ce la filiamo neanche di striscio...

Vi lascio quindi il trailer ufficiale, sia mai che non l'abbiate ancora visto!!


lunedì 26 gennaio 2015

Dell'accontentarsi

E comunque non è stato poi così difficile.
Pensato (molto), scritto (relativamente poco), riletto (molto), pensato (ancora???) e pubblicato. Pubblicato? Sì, pubblicato. Applausi, grazie.
Dopo circa 2 anni sono online.
E non provate a smontarmi. E' tanta tanta roba. Lo è per me.
E per oggi, tant'è. Son già contenta così.
Ora si tratta solo di perseverare.
Un po' come quando devi abituare i figli a dormire nel loro letto.
Ma di questo parlerei un'altra volta.
Magari quando riuscirò a tenere tutti e due gli occhi aperti ;-)

domenica 25 gennaio 2015

Del perchè sono atterrata sulla Terra...

Diciamocelo. Non è che io mi sono svegliata stamattina pensando "oggi apro un blog". Tutt'altro.
Sono giorni che ci penso.
In verità io penso ad ogni cosa per giorni, settimane, mesi. Analizzo i pro e i contro, cerco di valutare le possibili conseguenze di quello che farò o non farò; il risultato: lo stallo.
Passo in effetti più tempo a pensare, che ad agire. Parlo di progetti, di "idee del secolo".
Non delle piccole cose quotidiane, tipo "failalavatrice-accudisciifigli-lavora". No no, di quelle cose che a me appaiono "diverse". Di fondo forse sono insicura; di buono ho che lo celo bene.
E' che qui sulla Terra sono tutti più: più bravi, più belli, più attivi.
Su Venere era diverso: niente paranoie, niente competizioni, niente supereroi.
Il tempo passava lento, su Venere; faceva anche caldo, e la mattina e la sera...wow, ragazzi, che panorami!
Sia chiaro, non è che non sto bene qui sulla Terra, ma un po' "stranita" lo sono, se mi guardo intorno. Quella sensazione tipo: "ma che ci faccio qui?", "chi sono io?", "chi siete voi?"

Dubbi esistenziali, insomma.
Forse, semplicemente, devo ancora trovare il mio posticino, qui su 'sto pianeta.
E' tipo all'isola dei famosi, io sono nel gruppo dei "non-famosi", e mi devo adattare.
Possibilmente smettendo di pensare a quanto bravi-fighi-superlativi sono quelli intorno a me.

"La realtà che ho io per voi è nella forma che voi mi date; ma è realtà per voi e non per me; la realtà che voi avete per me è nella forma che io vi do; ma è realtà per me e non per voi; e per me stesso io non ho altra realtà se non nella forma che riesco a darmi. E come? Ma costruendomi, appunto." (Pirandello)


E ora scusate, a proposito di posto nel mondo...scappo, vado a fare la polenta! :-)